Sara Petroni Psicologa 

Cosa succede davvero durante una seduta di ipnosi?

07/05/2026 10:50

Dott.ssa Sara Petroni

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Cosa succede davvero durante una seduta di ipnosi?

Cosa succede davvero durante una seduta di ipnosi? Un’esperienza guidata di rilassamento, ascolto e lavoro sulle proprie risorse interiori.

Molte persone sono incuriosite dall’ipnosi, ma allo stesso tempo ne hanno paura o un’immagine distorta. Alcuni pensano di perdere il controllo, altri immaginano qualcosa di misterioso o spettacolare, influenzati da film, televisione o ipnosi da palco.

 

In realtà, l’ipnosi clinica è uno strumento terapeutico serio, utilizzato in ambito psicologico per lavorare su ansia, tensioni emotive, blocchi, sintomi psicosomatici, gestione dello stress e molte altre difficoltà.

 

Una delle domande che ricevo più spesso è:

Ma cosa succede concretamente durante una seduta di ipnosi?

 

Provo a spiegarlo in modo semplice.

 

L’ipnosi non è sonno né perdita di controllo

La prima cosa importante da chiarire è questa: durante una seduta di ipnosi la persona non perde conoscenza e non “sparisce”.

Nella maggior parte dei casi si rimane consapevoli di ciò che accade, si ascolta la voce del terapeuta e si mantiene la possibilità di interrompere l’esperienza in qualsiasi momento.

Spesso le persone descrivono la sensazione come:

1. uno stato di profondo rilassamento;

2. una concentrazione molto intensa;

3. una sensazione di maggiore contatto con il proprio mondo interno;

4. un rallentamento dei pensieri.

Ogni persona, però, vive l’esperienza in modo diverso.

 

Prima dell’ipnosi: il colloquio

Una seduta di ipnosi non inizia improvvisamente.

Prima c’è sempre uno spazio di ascolto e comprensione della difficoltà portata dalla persona.

Si cerca di capire:

1. cosa sta vivendo;

2. da quanto tempo;

3. in quali momenti il problema si manifesta;

4. quali emozioni sono coinvolte;

5. quali obiettivi terapeutici si vogliono raggiungere.

 

Questa fase è molto importante, perché l’ipnosi non è una tecnica “standard” uguale per tutti, ma uno strumento che viene adattato alla persona e alla sua storia.

 

L’ingresso nello stato ipnotico

Durante la seduta il terapeuta accompagna gradualmente la persona verso uno stato di maggiore rilassamento e focalizzazione.

Generalmente si lavora attraverso:

1. il respiro;

2. l’attenzione al corpo;

3. immagini mentali;

4. visualizzazioni;

5. il tono della voce;

6. la concentrazione su determinate sensazioni.

 

Non si tratta di “essere controllati”, ma di lasciare gradualmente da parte parte dell’attivazione mentale quotidiana.

Molte persone riferiscono di sentirsi:

- più calme;

- meno tese;

- meno invase dai pensieri;

- più connesse alle proprie emozioni.

 

Cosa si fa durante l’ipnosi?

Dipende dall’obiettivo terapeutico.

In alcuni casi si lavora:

1. sulla riduzione dell’ansia;

2. sulla gestione dello stress;

3. sul rilassamento;

4. sul senso di sicurezza;

5. sul rapporto con alcune emozioni;

6. su immagini interne o ricordi.

 

In altri casi l’ipnosi può aiutare la persona a entrare in contatto con vissuti che normalmente fatica ad ascoltare, perché coperti da tensione, controllo o iperattivazione mentale.

L’obiettivo non è “fare magie”, ma favorire un’esperienza psicologica diversa, spesso più profonda e meno guidata soltanto dal pensiero razionale.

 

E se una persona non riesce a “farsi ipnotizzare”?

Anche questa è una paura molto comune.

In realtà l’ipnosi non è qualcosa che “si subisce”. È un processo che richiede collaborazione e disponibilità all’esperienza.

Non esistono persone “deboli” che si fanno ipnotizzare e persone “forti” che resistono.

Spesso chi controlla molto fatica semplicemente a lasciarsi andare all’inizio, ed è qualcosa che può essere compreso e rispettato nel lavoro terapeutico.

 

Dopo la seduta

Al termine della seduta la persona viene gradualmente riportata a uno stato di attivazione ordinario.

Molti riferiscono:

- una sensazione di calma;

- maggiore leggerezza mentale;

- riduzione della tensione corporea;

- sensazione di aver “staccato” dai pensieri continui.

Altre volte emergono emozioni o riflessioni che diventano materiale utile per il percorso terapeutico.

 

L’ipnosi non sostituisce la relazione terapeutica

È importante chiarire che l’ipnosi, da sola, non è una formula magica.

La parte centrale del lavoro resta sempre la relazione terapeutica, l’ascolto della persona e la costruzione di un percorso adatto alla sua storia e ai suoi bisogni.

L’ipnosi può essere uno strumento molto utile, ma il suo utilizzo ha senso all’interno di un lavoro psicologico serio e strutturato.

 

Conclusione

Avvicinarsi all’ipnosi spesso significa anche confrontarsi con paure, curiosità e idee preconcette.

Per questo molte persone, prima di iniziare, hanno bisogno semplicemente di capire meglio cosa accade realmente durante una seduta.

L’esperienza ipnotica non è perdita di controllo né qualcosa di misterioso, ma uno stato psicologico naturale che può aiutare la persona ad accedere in modo diverso alle proprie risorse interne, alle emozioni e alle proprie modalità di funzionamento.

 

 

Sara Petroni
Psicologa – specializzata in ipnosi
Psicoterapeuta in formazione
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