La dipendenza come legame
Quando si parla di dipendenza, spesso si pensa a un vizio o a una debolezza di volontà. In realtà, la dipendenza è molto più simile a un legame: un tentativo, spesso inconsapevole, di mantenere un equilibrio interno. Come ci insegna Bruce Alexander con il celebre esperimento di Rat Park, non è la sostanza in sé a generare la dipendenza, ma il contesto in cui la persona vive e la qualità delle relazioni che la circondano. La dipendenza nasce laddove mancano legami autentici e sicuri. In questo senso, smettere di fumare non è solo rinunciare a una sigaretta, ma rinegoziare un rapporto con se stessi.

Come nasce e si mantiene la dipendenza
Il modello bio-psico-sociale spiega che ogni forma di dipendenza è il risultato dell’interazione tra tre fattori: la sostanza (Drug), l’individuo (Set) e l’ambiente (Setting), secondo la formulazione di Norman Zinberg. Il fumo di tabacco, ad esempio, è molto più di un’abitudine chimica: è un comportamento appreso e rinforzato nel tempo da rituali, emozioni e situazioni sociali che lo accompagnano. La sigaretta diventa un modo per gestire la tensione, la solitudine, il bisogno di pausa o il silenzio.

Il ruolo dell’ipnosi
L’ipnosi clinica è uno stato di coscienza naturale in cui l’attenzione è focalizzata e il corpo profondamente rilassato. A differenza dell’ipnosi spettacolare, non si tratta di perdita di controllo, ma di un processo attivo di collaborazione tra terapeuta e paziente. L’ipnosi non cancella la dipendenza, ma aiuta la persona a esplorare le radici emotive e corporee del legame con la sostanza. Attraverso tecniche di immaginazione guidata e ristrutturazione simbolica, il paziente può riconnettersi alle proprie risorse e ricreare dentro di sé un senso di sicurezza e libertà. Le ricerche mostrano che l’efficacia dell’ipnosi nel trattamento del fumo varia tra il 20% e il 95%, a seconda del grado di motivazione e dell’alleanza terapeutica.
Il caso di della signora P.: la montagna come metafora del cambiamento
La signora P., 56 anni, fumava circa un pacchetto al giorno da oltre vent’anni. Aveva già tentato di smettere, ma ogni volta aveva sperimentato un forte senso di vuoto e irritabilità. Durante il percorso ipnotico integrato, P. è stata guidata in una visualizzazione in cui si trovava ai piedi di una montagna. Con ogni passo, lasciava dietro di sé ciò che non le serviva più: la fretta, l’autocritica, la dipendenza dal fumo. Arrivata in cima, respirava a pieni polmoni, sentendo il vento pulito e la libertà nel corpo. Dopo alcune settimane, P. ha smesso di fumare e ha riferito di sentirsi più centrata e fiduciosa, come se avesse riscoperto la capacità di scegliere.

Cosa possiamo imparare da tutto questo
L’ipnosi non è una bacchetta magica, ma uno strumento terapeutico che favorisce l’integrazione mente-corpo e la consapevolezza. Smettere di fumare non significa solo rinunciare a un gesto, ma imparare a riconoscere i bisogni che quel gesto cercava di coprire. La libertà nasce quando possiamo stare con noi stessi senza cercare continuamente un anestetico. In questo senso, ogni percorso di cambiamento è un atto di amore verso di sé, una riconnessione profonda con la propria vitalità.
Bibliografia
Alexander, B. (2010). The Globalization of Addiction: A Study in Poverty of the Spirit. Oxford University Press.
Zinberg, N. (1984). Drug, Set, and Setting: The Basis for Controlled Intoxicant Use. Yale University Press.
Green, J. P., Barabasz, A. F., Barrett, D., Montgomery, G. H. (2019). Forging ahead: The 2019 Society for Clinical and Experimental Hypnosis Presidential Address. International Journal of Clinical and Experimental Hypnosis.
Li, W., et al. (2019). Hypnotherapy for smoking cessation: A systematic review and meta-analysis. Addictive Behaviors Reports.
